Un antidoto contro l’ansia

Di Magazine Avventista •

Trovare pace in tempi incerti

So per certo che la preghiera cambia le cose. Stavo per scoprire se anche la mia situazione finanziaria potesse essere una di queste.

All’epoca ero uno studente di teologia alla Andrews University e desideravo partecipare a un congresso giovanile nello stato dell’Indiana. Volevo andare a tutti i costi. Dal punto di vista spirituale, mi sentivo chiamato. Dal punto di vista finanziario, mi sentivo… disoccupato.

Sul mio conto in banca c’era esattamente la somma che i contabili definiscono “niente”.

Ma da qualche parte tra l’ottimismo giovanile e il giudizio discutibile, mi convinsi che, se fossi andato avanti con fede, tutto si sarebbe sistemato.

Così iniziai il viaggio, senza avere la minima idea di cosa sarebbe successo lungo il tragitto.

La prima sfida fu fare il pieno. Con appena qualche spicciolo, avevo bisogno di ogni trucco possibile per arrivare all’autostrada, figuriamoci oltre i confini dello Stato. Poi mi ricordai che potevo usare la mia carta di debito come se fosse una carta di credito, così i soldi sarebbero stati addebitati più tardi. Questo mi avrebbe fatto guadagnare un po’ di tempo. Non sapevo quanto, ma il primo problema era risolto. Sembrava un progresso, ma il viaggio era appena iniziato. Non avevo ancora idea di cosa mi aspettasse.

La mia tappa successiva fu un supermercato, dove presi degli snack per il viaggio: patatine e qualche bevanda. Abbastanza per evitare la fame fino al mio prossimo pasto gratuito. Quando mi voltai per andare in cassa, il mio carrello era pieno e il portafoglio era ancora vuoto. Poi, mentre mi avvicinavo alla cassa, un’idea mi balenò in mente.

Scrissi un assegno.

Il mio ragionamento era semplice: se in qualche modo fossi riuscito a versare dei soldi sul conto prima che l’assegno venisse incassato, sarebbe andato tutto bene. Era una delicata strategia finanziaria costruita su due pilastri: la speranza e il tempismo. E funzionò! Ora avevo benzina e cibo, ma non avevo ancora idea di come avrei pagato le spese che avrei dovuto sostenere lungo il tragitto. Non ero ancora preparato a quello che mi aspettava. Mi serviva un altro miracolo.

Quel miracolo tanto necessario si presentò mentre stavo lasciando la città. Mi fermai a un bancomat. Sapevo di non avere soldi sul conto, ma la curiosità ebbe la meglio su di me. Era fuori orario e mi chiesi cosa sarebbe successo se avessi provato a prelevare comunque. Pensai che la macchinetta avrebbe semplicemente rifiutato la richiesta e mi avrebbe rimandato alla mia vettura con la coda tra le gambe.

Invece, la macchinetta mi mandò via con cinquanta dollari!

Quando il piccolo sportello si aprì e le banconote uscirono, rimasi lì a fissarle come se la manna fosse appena caduta dal cielo nel parcheggio.

A quanto pare la banca aveva concesso un piccolo anticipo senza che io lo sapessi. Ora avevo benzina nel serbatoio, snack sul sedile del passeggero e cinquanta dollari in tasca.

Ma lungo la strada avevo anche un compagno di viaggio. Rimase con me per tutta la settimana. Il mio compagno?

L’ansia.

Quello che avrebbe dovuto essere un semplice viaggio in macchina diventò un gigantesco punto interrogativo. Ogni miglio lungo l’autostrada portava con sé lo stesso pensiero silenzioso.

Andrà davvero tutto bene? E se qualcosa va storto? Arriverò sano e salvo?

L’incertezza trova il modo di riempire il vuoto tra dove siamo e dove stiamo andando con domande che non hanno risposte immediate.

E se siamo onesti, ciò che provai durante quel viaggio è diventato una parte normale della vita moderna.

Viviamo in tempi incerti.

Ci sono domande senza risposte facili.

Nessuno sa davvero cosa accadrà dopo.

Le guerre si estenderanno o si fermeranno?

L’economia crescerà o rallenterà?

I governi si stabilizzeranno o faticheranno?

Anche più vicino a casa, le domande continuano.

Riuscirò a pagare le bollette?

La nostra salute resterà stabile?

I nostri progetti andranno come speravamo?

Ognuna di queste domande ha un compagno silenzioso chiamato ansia.

Gli esseri umani desiderano il controllo. Vogliamo garanzie, vogliamo esiti prevedibili, vogliamo che la vita abbia un manuale di istruzioni chiaramente stampato e qualche nota rassicurante.

Ma il futuro non collabora con questo piano.

Per questo le promesse di Dio contano così tanto.

Attraverso il profeta Isaia, Dio parla direttamente nella nebbia dell’incertezza umana.

“Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia” (Isaia 41:10).

Nota cosa Dio non promette.

Non promette che la vita sarà prevedibile.

Non promette che i problemi scompariranno.

Non promette che il percorso da seguire sarà sempre facile da comprendere.

Invece, ciò che Dio offre è qualcosa di molto migliore.

La sua presenza.

I problemi possono portare dolore.

Le responsabilità possono portare pressione.

Ma la presenza di Dio porta pace.

La pace arriva quando capiamo che non stiamo affrontando l’ignoto da soli.

Se Dio è con noi, abbiamo forza per qualunque cosa porti il domani.

Se Dio è con noi, abbiamo coraggio per affrontare sfide che non avremmo mai previsto.

Se Dio è con noi, l’incertezza può anche esistere, ma la paura non ha l’ultima parola.

Anni dopo, ripenso a quel viaggio e rido. Da allora ho imparato alcune lezioni finanziarie. Oggi porto con me una carta di credito per le emergenze e cerco di non basare il budget di viaggio solo sull’ottimismo.

Ma c’è una cosa che non ho smesso di fare.

Fidarmi di Dio.

Quando la vita diventa incerta e mi sento sopraffatto, ricordo le parole del salmista.

“Dall’estremità della terra io grido a te con cuore affranto; conducimi tu alla rocca che è troppo alta per me” (Salmo 61:2).

Più alta delle nostre paure.

Più alta delle nostre circostanze.

Più alta della nostra incertezza.

Il mondo può sembrare imprevedibile; i mercati cambiano; i piani cambiano; i cicli delle notizie salgono e scendono come onde.

Ma Dio non ha mai perso il controllo del futuro.

Questo significa che la stessa verità che sostenne i credenti migliaia di anni fa vale ancora oggi.

Qualunque sia il problema.

Qualunque sia l’incertezza.

Qualunque sia la strada davanti a noi.

Dio è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.


Di Gamal Alexander

Fonte: https://www.messagemagazine.com/articles/the-anxiety-antidote/

Traduzione: Tiziana Calà

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