Soukkoth a Clarens

Di Adventiste Magazine •

Clarens – Il 3 ottobre, la chiesa di Clarens ha vissuto una giornata nello spirito della festa di Sukkot. Una capanna, una liturgia e un clown ci hanno immersi nel significato di questa celebrazione.

Sukkot (סֻכּוֹת): capanne, rifugi temporanei, tende o tabernacoli costruiti con rami, fogliame o altri materiali leggeri.

Il viaggio comincia già all’ingresso, nell’atrio della chiesa, dove una capanna che richiama l’atmosfera mediterranea accoglie i visitatori. Teli appesi dai diaconi a una struttura in legno realizzata dal gruppo della Gioventù Avventista e un tetto di foglie di palma offerte da una membro di chiesa: il bacino orientale del Nilo sembra essersi avvicinato alla Riviera vodese… o forse è il contrario?

Il viaggio prosegue attraverso una liturgia fatta di letture bibliche e canti. Nessuna predicazione, soltanto il testo biblico che parla da sé e i canti guidati dal gruppo musicale e di lode, per lasciare che la Parola risuoni nei cuori. Tutta la comunità è coinvolta. Le voci si alzano potenti, lasciando che la gioia e le emozioni diventino un’offerta al Dio GPS: il Dio che Guida, Provvede e Salva, offrendo sicurezza e protezione.

La ventina di partecipanti attivi nella celebrazione, di età, popoli, lingue e nazionalità diverse, ha offerto un’anticipazione del popolo di Dio che si ritroverà durante il millennio, accampato con Lui in attesa della dimora definitiva nella Nuova Terra.

Il culto si è concluso con una sfida: «Va’ e racconta come Dio ti ha guidato, ha provveduto ai tuoi bisogni, ti ha salvato e protetto! Va’ e raccontalo ai tuoi figli, ai giovani, alle persone che Egli metterà sul tuo cammino!»

Il viaggio si conclude nel pomeriggio con Jôli Clown. Il suo spettacolo, «Laggiù, la felicità!?», ci fa immedesimare nella condizione di un migrante costretto ad abbandonare la propria casa, la famiglia, il Paese, la cultura e la lingua, per ritrovarsi infine, nonostante tutti i suoi sforzi, completamente solo.

Una rappresentazione di ciò che alcuni fratelli e sorelle delle nostre comunità hanno vissuto o stanno ancora vivendo.

Un invito a tendere una mano, a offrire un pennello, una palla o qualsiasi altro mezzo capace di creare un legame con una persona che sappiamo essere sola o isolata.

È stato un sabato ricco di emozioni, nel solco delle celebrazioni ispirate alle festività bibliche che la chiesa di Clarens propone da poco più di un anno. Momenti sempre preziosi, sia dal punto di vista spirituale che sociale, per tutta la comunità. Occasioni che permettono di vivere la Chiesa in modo diverso.

Raphaël Nagler

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