Praticare la giustizia, amare la misericordia

Di Magazine Avventista

La Scrittura sottolinea costantemente la necessità di trattare gli altri con amore e giustizia.


Molti oggi si dicono cristiani, ma sono ben pochi quelli che seguono realmente Cristo. Molti di coloro che si dicono cristiani cercano di imporsi sugli altri, mostrando ben poco dell’amore, della misericordia e della giustizia di Cristo.

Molti affermano di amare Cristo ma odiano i loro fratelli e sorelle. Ma il testo di 1 Giovanni 4:20-21 è chiaro: “Se uno dice: Io amo Dio, ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami che suo fratello”.

Si tratta di uno dei principali insegnamenti della Scrittura, basato sui due grandi comandamenti d’amore, l’amore per Dio e per il prossimo, da cui dipendono tutta la legge e i profeti (cfr. Matteo 22:37-40). Di conseguenza, la Scrittura sottolinea costantemente la necessità di trattare gli altri con amore e giustizia, opponendosi all’ingiustizia nei confronti del prossimo. Isaia esorta: “Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova!” (Isaia 1:17). Più avanti scrive: “Guai a quelli che fanno decreti iniqui e a quelli che mettono per iscritto sentenze ingiuste, per negare giustizia ai deboli, per spogliare del loro diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e degli orfani il loro bottino!” (Isaia 10:1-2; cfr. Isaia 58:6-8; Geremia 22:13-16).

Allo stesso modo, in Zaccaria 7:9-10, il Signore proclama: “Fate giustizia fedelmente, mostrate l’uno per l’altro bontà e compassione. Non opprimete la vedova né l’orfano, lo straniero né il povero; nessuno di voi, nel suo cuore, trami il male contro il fratello”.

Questi e molti altri versetti biblici evidenziano la grande attenzione di Dio per la giustizia e la misericordia, in particolare nei confronti degli oppressi e delle persone vulnerabili. Coloro che seguono Dio dovrebbero riflettere questa attenzione divina e vivere di conseguenza. Poiché l’amore è l’adempimento della legge (cfr. Romani 13:8-10; Galati 5:14), non si può osservare la legge di Dio semplicemente astenendosi dal male. La legge ci comanda azioni d’amore, uno stile di vita d’amore.

A questo proposito, Gesù non ha usato mezzi termini, dicendo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre. Guide cieche, che filtrate il moscerino e inghiottite il cammello” (Matteo 23:23, 24; cfr. Luca 11:42-44).

Se affermiamo di seguire Cristo ma non pratichiamo l’amore, la misericordia e la giustizia, stiamo pronunciano invano il nome del Signore (Esodo 20:7), dimostrando la profonda ipocrisia nell’affermare di essere il popolo di Dio, pur vivendo in maniera opposta all’amore e alla giustizia di Dio. Infatti, “Egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio?” (Michea 6:8).

Ricorda, quando alla fine Gesù separerà le pecore dai capri, dirà a quelli alla sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi. […] In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me” (Matteo 25:34-36,40).


Di John Peckham, caporedattore associato di Adventist Review e professore di teologia e filosofia cristiana alla Andrews University.

Fonte: https://adventistreview.org/editorial/do-justice-love-mercy/

Traduzione: Tiziana Calà

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