Non colpevole

Di Magazine Avventista

Come si decide se una persona è colpevole o innocente? In un tribunale ci sono leggi che regolano le decisioni per garantire giustizia ed equità. Tuttavia, molte decisioni sono influenzate da ciò che pensano gli altri, persino da ciò che pensa la gente, la folla!

Gesù è stato processato sei volte — tre volte dalle autorità giudaiche e tre dai romani —ma non è stato mai riconosciuto colpevole di un crimine che meritasse la morte. Eppure, la folla ne ha preteso la crocifissione.

Che cosa avrebbe dovuto fare Pilato? Era giusto che Pilato liberasse Barabba, colpevole di insurrezione e omicidio? Era quello il modo di chiudere un caso? Questa scelta seguiva almeno il buon senso? Le leggi giudaiche o romane gli permettevano di fare una cosa del genere, liberare un uomo colpevole di omicidio e condannare un uomo giusto, colpevole di nessun crimine?

Nessuno, in occasione del giudizio, ha messo in dubbio la decisione di Pilato. Nessuno ha chiesto se fosse giusta o sensata. I capi e i sacerdoti avevano perso la testa ed erano decisi a uccidere Gesù. Tu, come avresti reagito se fossi stato presente?

L’8 gennaio 1992 sono stato arrestato dalla polizia di Daru, in Papua Nuova Guinea. È stata un’esperienza molto spiacevole ed estremamente stressante. Non riuscivo a mangiare. Sono comparso davanti al tribunale il 13 gennaio, accusato di possedere tre armi da fuoco di grosso calibro senza licenza. Davanti al tribunale ho detto la verità: avevo tolto le armi di mano a dei criminali che stavano creando problemi in città, ma non avevo fatto in tempo a disfarmene prima di venire arrestato! Sono stato dichiarato non colpevole e rimesso in libertà!

La verità che avevo dichiarato in tribunale mi aveva reso libero. Ma non è stato così per Gesù. La verità su Gesù, Figlio di Dio e Re dei Giudei, non l’ha liberato. Anzi, è stato condannato a morte proprio a causa della verità! Le prove dimostravano chiaramente che non era colpevole! Erode e Pilato erano entrambi d’accordo; eppure, è stato condannato a morte.

Perché? Avrebbe dovuto essere rilasciato? Ma allora, che ne sarebbe stato della profezia di Isaia 53, secondo cui sarebbe stato condotto al mattatoio come un agnello? Come si sarebbe adempiuta la proclamazione di Giovanni Battista, che indicò Gesù come l’Agnello di Dio? (cfr. Giovanni 1:29). E come avrebbe schiacciato la testa del serpente se non fosse stato crocifisso? (cfr. Genesi 3:15).

Pur innocente, uomini malvagi hanno agito per egoismo, avidità e orgoglio e Gesù è morto al momento stabilito secondo la volontà di Dio come rimedio per i nostri peccati; condannato a morire per il bene di tutta l’umanità. Senza rendersene conto e agendo per proteggere le proprie posizioni, era esattamente il momento in cui Gesù doveva morire.

Anche se la decisione non è stata a suo favore, Gesù sapeva che era giunta l’ora di glorificare Dio e salvare il mondo. Pilato ha scelto di crocifiggere Gesù, anche se innocente, per ottenere favore e mantenere il proprio incarico, senza sapere che Gesù doveva morire per compiere il piano di Dio.

Gesù sapeva che la sua ora era arrivata. “Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire” (Luca 22:15). Essere condannato a morte non è stata una sorpresa per lui.

Sapeva che avrebbe sofferto. Era preparato. “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42). La sua morte non è stata una sorpresa per lui, ma lo è stata per i suoi discepoli. Il suo consiglio dato alle donne cadeva a pennello: “Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli” (Luca 23:28). Non c’era bisogno di piangere! Gesù stava compiendo qualcosa per tutta l’umanità.

Gesù è stato molto preciso riguardo alla sua morte. Sarebbe morto e risorto il terzo giorno. Sapeva che sarebbe tornato in vita. È Colui che dona la vita. Coloro che confidano in lui saranno risuscitati. Gesù stava donando speranza a tutta l’umanità.

I capi hanno ucciso Gesù per gelosia, orgoglio, odio e per mantenere le proprie posizioni. I cristiani celebrano la morte e la risurrezione di Gesù, che portano giustificazione, pace, perdono, accesso al trono di Dio e vita eterna. Gesù è morto al momento stabilito per tutti. Possiamo lodare, predicare e insegnare sulla sua morte e risurrezione. La morte e la risurrezione di Gesù riempiono i nostri cuori di gioia.


Di Garry Laukei, cappellano al Sonoma Adventist College, in Papua Nuova Guinea.

Fonte: https://record.adventistchurch.com/2025/07/02/accused-but-not-guilty/

Traduzione: Tiziana Calà

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