I vicini che non ho mai dimenticato

Di Magazine Avventista •

L’ospitalità non si manifesta sempre attraverso grandi discorsi o eventi organizzati nei minimi dettagli. A volte arriva silenziosamente, sotto forma di un pasto caldo, di un gesto di gentilezza inaspettato o di un mazzo di chiavi di casa messo nelle tue mani proprio al momento giusto.

Più di dieci anni fa, mio marito e io vivevamo sulle colline di Maleny, sopra la Sunshine Coast, nel Queensland. Si avvicinava il Natale. Avevamo da poco terminato di costruire la nostra casa, con tanto di giardino. I nostri familiari erano impazienti di venire a festeggiare con noi. Alcune giovani coppie avevano programmato di campeggiare in tenda e pensavamo che tutti sarebbero stati comodi per qualche giorno.

Poi il tempo era cambiato all’improvviso. Invece del caldo sole estivo, il Natale australiano aveva portato venti freddi, pioggia e condizioni davvero spiacevoli, molto insolite per il Queensland. Mentre ci stavamo chiedendo cosa fare con i nostri ospiti, qualcuno aveva bussato alla porta.

Erano i nostri dirimpettai: Catherine e Patrick. Li conoscevamo appena. Ci eravamo scambiati solo qualche saluto occasionale passando davanti alle rispettive case. Eppure, eccoli lì, con un sorriso caloroso, mentre dicevano: “Se volete, queste sono le chiavi. Tre camere da letto sono a vostra disposizione. I letti sono già stati preparati”.

La loro splendida casa era molto più confortevole della nostra abitazione modesta, eppure ce l’avevano offerta spontaneamente visto che loro si stavano recando a Brisbane per trascorrere il Natale con i parenti.

“Sentitevi come a casa vostra”, avevano detto.

Stentavamo a credere alle nostre orecchie, ma avevamo accettato con gratitudine la loro straordinaria generosità.

Negli anni successivi, la loro gentilezza non si era fermata. Spesso, quando tornavamo dalle vacanze o da brevi viaggi del fine settimana, trovavamo davanti alla porta cesti pieni di dolci fatti in casa e prodotti freschi. Ci invitavano a momenti conviviali e incontri insieme agli altri vicini.

La nostra vicina singaporiana, Hayati, a volte lasciava davanti alla porta un grande contenitore di noodles appena cucinati o di riso fritto dopo i miei lunghi turni notturni nell’ospedale locale. E ogni volta che i vicini venivano a condividere un pasto a casa nostra, Catherine arrivava portando splendide composizioni floreali realizzate con le rose e le orchidee del suo giardino.

Perché ricordo ancora oggi questi momenti con tanta vividezza? Perché la vera ospitalità lascia un segno duraturo nel cuore.

Catherine e Patrick erano cattolici molto devoti. Hayati ci diceva di non avere alcuna religione. Io ero membro della chiesa avventista. Tuttavia, attraverso la loro gentilezza, generosità e premura verso gli altri, ho intravisto lo spirito di Cristo.

Quando ripenso a quegli anni trascorsi a Piccabeen Place, a Maleny, mi sento spesso piccola, piccolissima. Sono stata una buona vicina per gli altri quanto loro lo sono stati per me? La mia vita riflette il cuore accogliente di Gesù?

Troppo spesso ho dimenticato che, per i cristiani, l’ospitalità non è semplicemente qualcosa di facoltativo. La Scrittura la presenta come parte integrante di un autentico percorso di discepolato. Romani 12:13 esorta i credenti, “esercitando con premura l’ospitalità”, mentre Ebrei 13:2 ci ricorda di non dimenticare l’ospitalità.

Si racconta che Madre Teresa di Calcutta abbia detto: “Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice”.

Che bella sfida per tutti noi.

L’ospitalità non richiede ricchezza, una casa perfetta o pasti elaborati. A volte è semplice come condividere qualcosa da mangiare, aprire una porta, offrire incoraggiamento o far sentire un’altra persona vista e apprezzata. In un mondo che spesso può sembrare freddo e privo di legami, i gesti di gentilezza diventano potenti testimonianze dell’amore di Cristo.

“Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare” (1 Pietro 4:9).


Di Kristiina Somerville, scrittrice freelance; frequenta la chiesa di Springwood, nel Queensland.

Fonte: https://record.adventistchurch.com/2026/07/14/the-neighbours-i-never-forgot/

Traduzione: Tiziana Calà

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