Continua a cantare

Di Magazine Avventista

La tua voce conta.


I viaggi missionari sono state alcune delle avventure più entusiasmanti che la mia famiglia abbia mai vissuto. Abbiamo viaggiato dalla nostra casa nello Stato di Washington, negli Stati Uniti, verso molti luoghi diversi: New York City, Belize, Messico, Porto Rico, Repubblica Dominicana e Filippine! Ogni viaggio era pieno di sorprese. Alcune meravigliose, alcune scomode e altre semplicemente divertenti. Ma ognuno di questi viaggi ci ha dato l’opportunità di incontrare nuove persone, fare amicizia e condividere l’amore di Gesù.

Una delle parti migliori del viaggiare era conoscere culture diverse. Ci piaceva assaggiare nuovi cibi, imparare canti in altre lingue e vedere come le persone vivevano in modo diverso da noi. Ogni paese aveva il suo sapore speciale, e ci sentivamo onorati di poterlo sperimentare.

Ma non era tutto rose e fiori! Alcune cose erano decisamente… particolari. In Belize, per esempio, una notte mi sono svegliata e ho scoperto un’enorme tarantola che camminava sul mio cuscino. Durante lo stesso viaggio, un opossum ha cercato di rosicchiare il tetto della nostra capanna di paglia. Poi c’erano gli scorpioni che ogni tanto spuntavano nelle docce o i ragni giganteschi di cui si vedevano le zampe sporgere da dietro il water di notte: ecco, quella era una sorpresa che nessuno desiderava.

Nella Repubblica Dominicana abbiamo incontrato le zanzare più grandi che io abbia mai visto. E se quelle giganti non bastassero, c’erano anche i minuscoli moscerini che lasciavano la pelle piena di macchie rosse e pruriginose. Le Filippine avevano una loro sfida: il sole rovente. Dopo un solo pomeriggio a nuotare nel bellissimo mare azzurro, la nostra pelle era talmente scottata che ci si sono formate bolle su spalle e gambe. Queste cose non erano proprio divertenti, ma quei piccoli disagi sono diventati parte delle storie che hanno reso indimenticabili i nostri viaggi.


Burattini e rane

Uno dei miei ricordi preferiti è legato alla Repubblica Dominicana. Il nostro gruppo stava dando una mano con cliniche mediche, incontri per bambini e programmi di evangelizzazione nei villaggi fuori dalla capitale, Santo Domingo. Io coordinavo i programmi per bambini. Costruimmo un teatrino dei burattini con tubi di plastica e stoffa. Non era niente di speciale, ma quando i nostri amici burattini spuntavano fuori, i bambini accorrevano da ogni parte. Adoravano le voci buffe, le canzoni divertenti e le storie bibliche raccontate dai burattini.

Un pomeriggio di pioggia ci stringemmo sul cassone di un minuscolo pick‑up e sobbalzammo lungo una strada fangosa verso un piccolo villaggio. La pioggia cadeva così forte che ci chiedevamo se sarebbe venuto qualcuno. Ma appena preparammo il tutto, i bambini arrivarono di corsa! Saltavano nelle pozzanghere, ridendo e giocando, completamente bagnati ma senza farci caso.

Mentre facevamo il nostro spettacolo, la pioggia batteva sul tetto di stoffa del nostro teatrino. A poco a poco, una pozza d’acqua si formò sopra, e il telo cominciò ad afflosciarsi sempre di più sulle nostre teste. Parlavamo più forte per sovrastare il rumore della pioggia, sperando che il tetto non si strappasse. Alla fine, uno degli uomini del posto arrivò con una scopa e spinse in su il tetto, facendo rovesciare l’acqua rumorosamente. I bambini scoppiarono a ridere. Anche se eravamo fradici, continuammo, e i piccoli ascoltarono con attenzione ogni storia che raccontavamo su Gesù.

Non tutti i ricordi sono così teneri. Un’altra volta, durante un tragitto in campagna, sul nostro camion c’erano molte più persone di quante sarebbero mai permesse negli Stati Uniti. Stavamo ridendo, sobbalzando lungo la strada quando, all’improvviso una rana saltò sul camion! Nel momento stesso in cui atterrò, la gente cominciò a saltare giù dal mezzo! Non posso biasimarli. Neanche a me piacerebbe una grossa rana che mi salta in testa.

Ma non tutte le rane fanno paura. A Porto Rico ne ho conosciuta una che mi è piaciuta davvero. Si chiamava Coquí. È una minuscola rana arboricola, grande appena come una monetina, ma ha una voce molto forte. Ogni notte Coquí veniva alla nostra finestra e gracchiava. La sua ninna nanna andava avanti per tutta la notte. Per chi vive lì può essere irritante, ma per me il suo verso era quasi dolce.

Certo, questa rana può diventare un problema. Le femmine depongono fino a 40 uova alla volta, e lo fanno cinque volte l’anno! Dal momento che non hanno molti nemici naturali, il loro numero cresce in fretta. Sono un sacco di rane! Per questo motivo, molti a Porto Rico li considerano come animali infestanti.

Questa rana mi fa pensare a una storia della Bibbia. Quando Gesù entrò nel tempio di Gerusalemme, vide persone che vendevano animali e cambiavano denaro in modo disonesto. Rovesciò i loro tavoli e li cacciò fuori. La gente scappò spaventata, ma i bambini no. Cominciarono invece a cantarne le lodi: “Osanna al Figlio di Davide!”. I capi religiosi ne furono molto infastiditi. Dissero a Gesù di farli tacere. Ma Gesù disse di no: voleva che i bambini continuassero a cantare.

A volte parlare di Gesù può dare fastidio a chi non lo conosce, proprio come il canto della rana Coquí infastidisce alcuni. Ma Gesù non trova fastidiose le tue parole di lode. Le ama! E proprio come gli spettacoli di burattini nella Repubblica Dominicana attiravano i bambini per ascoltare di Gesù, anche le tue parole possono attirare altre persone a lui.

Ecco, dunque, la sfida: non aver paura di parlare di Gesù. Non aver paura di parlare per lui, anche se alcune persone non sono d’accordo con te. Il tuo canto, la tua storia, la tua voce contano. Non sai mai chi potrebbe ascoltare e decidere di seguirlo proprio grazie a te.


Di Jodi Genson, un’insegnante in pensione che vive con il marito nello Stato di Washington, negli Stati Uniti.

Fonte: https://adventistreview.org/growing-faith/keep-on-singing/

Traduzione: Tiziana Calà

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