Caro amico, ti ringrazio perché…

Di Magazine Avventista •

Se cerchi un modo per far stare meglio qualcuno (anche te stesso), siediti e scrivi una lettera di gratitudine.


Quand’è stata l’ultima volta che hai ricevuto una lettera che non fosse una bolletta, un biglietto di auguri o una proposta di un’agenzia immobiliare che cerca di convincerti a vendere casa? Nell’era digitale, molti dei nostri pensieri più profondi si riducono a emoji, messaggi abbreviati o saluti preconfezionati sui social media, inviati con un clic. Non c’è da stupirsi se molti di noi attraversano la vita sperimentando ondate di solitudine e mettendo in dubbio il proprio valore nel mondo.

Scrivere e consegnare a mano una lettera di gratitudine a qualcuno, può avere invece un effetto sorprendentemente potente. I ricercatori hanno scoperto che produce uno dei maggiori incrementi di felicità tra tutti le azioni di benessere testati.

Prendiamo ad esempio Nancy Davis Kho. Mentre si avvicinava il suo 50° compleanno, ha deciso di scrivere una lettera di ringraziamento settimanale per 50 settimane a qualcuno che l’aveva aiutata, plasmata o ispirata. Il progetto l’ha trasformata profondamente. Ha cambiato il modo in cui vedeva le persone intorno a lei, le ha reso più facile trovare il lato positivo della vita e ha rafforzato le sue relazioni, perché i destinatari rimanevano estremamente commossi dalle sue parole. Soprattutto, le ha portato un duraturo senso di pace.

Portiamo dentro di noi un peso quando amiamo e apprezziamo le persone senza mai dirglielo. Gli studi mostrano che il rimorso è più spesso legato a ciò che non abbiamo fatto piuttosto che a ciò che abbiamo fatto e, quando si tratta di relazioni, questo di solito significa parole non dette. Anche emozioni positive come amore, apprezzamento e perdono, se represse, possono lasciarci con la sensazione di avere questioni in sospeso.

La vita offre infinite piccole opportunità per dire grazie: quando qualcuno ci fa un regalo, ci offre un caffè o ci aiuta in un compito. Eppure, spesso le nostre risposte sembrano piatte o poco convincenti. Quand’è stata l’ultima volta che hai ricevuto un grazie e ti sei sentito davvero visto o apprezzato?

Il dottor Amit Kumar, professore di benessere all’università del Texas, osserva che le persone sottovalutano l’effetto positivo che possono avere sugli altri con un minimo investimento di tempo e che i destinatari delle lettere di ringraziamento spesso riferiscono di sentirsi “estasiati”.


Scrivere una lettera di gratitudine è un potente toccasana sia per chi la scrive sia per chi la riceve. Ecco come iniziare:

Decidi a chi scrivere

Potresti scrivere ai tuoi genitori, a un amico, un insegnante, un parente o un collega.

Sii specifico

Concentrati su tre aspetti: cosa ha fatto questa persona per te, come ti ha cambiato e chi sei diventato grazie a lei. Il tuo scritto non deve vincere un qualche premio, deve solo essere autentico e sincero.

Conserva una copia

Le lettere sono speciali perché sono promemoria tangibili che puoi rileggere, e riflettere su di esse fa bene a te tanto quanto al destinatario.

Consegnala
Idealmente, consegna la lettera alla persona e leggila ad alta voce. Se non è possibile, spediscila nel modo tradizionale, per posta.

Il principale ostacolo di questo esercizio è superare l’imbarazzo percepito. La ricerca mostra che tendiamo costantemente a sovrastimare quanto ci sembrerà imbarazzante inviare una lettera del genere e a sottovalutare quanto renderà felice il destinatario.

Allora, cosa aspetti? Inizia a scrivere. La tua lettera di gratitudine potrebbe cambiare la vita di qualcuno. E anche se non dovessi ricevere risposta, tu otterresti comunque tutti i benefici per la felicità che derivano da questo gesto.


Di Zanita Fletcher, life coach e assistente alla redazione per Signs of the Times South Pacific. Scrive dalla Gold Coast, Queensland.

Fonte: https://st.network/analysis/top/write-to-someone-youre-grateful-for.html

Traduzione: Tiziana Calà

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