Domanda: Ho notato che i libri di Giobbe, Proverbi ed Ecclesiaste sono diversi dagli altri libri della Bibbia. Qual è lo scopo di questi libri?
Risposta: Gli studiosi hanno identificato i libri di Giobbe, Proverbi ed Ecclesiaste come libri sapienziali, in parte perché il termine sapienza (o saggezza) e altri simili sono comuni in essi. Come tipo di letteratura, hanno alcune caratteristiche comuni (ad esempio, detti, dialoghi, indovinelli, racconti didattici). La saggezza è anche un modo di pensare. I saggi credevano che il mondo in cui viviamo fosse significativo, anche se non riuscivano a comprenderne tutte le complessità. Essi osservavano la condotta, le esperienze umane e il mondo naturale, e dalle loro osservazioni traevano informazioni affidabili e principi comportamentali utili. Il contenuto dei libri sapienziali è generalmente organizzato in tre aree principali.
Saggezza della natura
Guidato dallo Spirito, Salomone osservò il mondo naturale e scrisse sulla vita delle piante e su “animali, uccelli, rettili, pesci” (cfr. 1 Re 4:33). Questa capacità di osservare, organizzare, trarre conclusioni e applicarle alla condotta umana fu un dono divino a Salomone (cfr. 1 Re 3:12-13). I casi seguenti illustrano come l’osservazione della natura sia applicata alla condotta umana. “Va’, pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio! Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone; prepara il suo nutrimento nell’estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura” (Proverbi 6:6-8). Qui i Proverbi scoprono la conoscenza del mondo naturale e ne traggono insegnamenti etici.
Saggezza pratica
La saggezza pratica si concentra sulle relazioni umane in una società ordinata e fornisce istruzioni su come agire in modo da incoraggiare relazioni pacifiche. La saggezza pratica è funzionale e dinamica e non è solo curiosità intellettuale. In molti casi è necessaria per prendere decisioni giuste (cfr. 1 Re 3:16-18). La maggior parte dei proverbi tratta della saggezza pratica: “Anche lo stolto, quando tace, passa per saggio” (Proverbi 17:28); “Le labbra giuste sono gradite ai re; essi amano chi parla rettamente” (Proverbi 16:13). Solo chi si comporta correttamente è saggio e vive in pace con gli altri.
Saggezza teologica
Questo tipo di saggezza sottolinea i limiti della saggezza umana e identifica Dio come fonte della vera saggezza (cfr. Proverbi 8). La saggezza è vista come mediatrice della rivelazione. Il significato ultimo del mondo della natura e dell’esperienza umana si trova nella saggezza di Dio. Tra le altre cose, la saggezza teologica cerca di capire, o almeno di esaminare, come Dio possa essere un Dio buono e amorevole in presenza della sofferenza umana. Giobbe ed Ecclesiaste sono buoni esempi di saggezza teologica. Questo tipo di saggezza si basa sul fatto che “il principio della saggezza è il timore del Signore” (Proverbi 9:10). I saggi iniziavano il loro compito con il presupposto che esiste un Dio amorevole che ha creato tutto ciò che esiste, e trovavano gioia nell’onorarlo. La saggezza teologica costituisce il fondamento della saggezza della natura e della saggezza pratica. Il modo in cui le cose funzionano è percepito in generale come espressione della saggezza divina e, di conseguenza, studiare il comportamento umano e il mondo naturale è un’esplorazione della saggezza divina che culmina, secondo il Nuovo Testamento, nell’incarnazione della saggezza in Cristo.
Potremmo dire che la saggezza è una ricerca pragmatica per comprendere la creazione di Dio in termini di relazione con la natura, le persone e Dio, e che utilizza forme letterarie specifiche per comunicare le sue scoperte. Questi sono i tre livelli di relazione all’interno dei quali esistiamo, e imparare a navigarli aggiungerà pace alla vostra vita e allungherà i vostri anni.
Di Ángel Manuel Rodríguez, Th.D., è in pensione dopo una carriera come pastore, professore e teologo.
Fonte: https://adventistreview.org/theology/bible-study/god-wisdom-and-humans/
Traduzione: Tiziana Calà